Gotto d’Oro Società Cooperativa

  • Le date

    Data di fondazione e di avvio delle attività: 1945

  • Le sedi

    Via del Divino Amore n. 115  –  00040 Località Frattocchie di Marino ( RM )

    Tel.:06.93.02.22.11   URL sito aziendale: http://www.gottodoro.it

  • L'impresa approfondisce

    Produzione  e Commercializzazione di Vini



  • Il profilo e l'identità

    Nel 1945, a conclusione della seconda Guerra Mondiale, dalla volontà

    di aggregazione contadina nasce la Gotto d’oro. I soci fondatori sono

    stati antesignani nella condivisione delle conoscenze vitivinicole e

    commerciali, disperse a causa del conflitto mondiale, e la loro

    lungimiranza ha consentito alla Gotto d’oro di essere l’attuale leader vitivinicolo

    laziale e fra le venti più importanti realtà italiane nel settore enologico.



  • L'impresa si descriveOpen or Close

     Nel 1945 i soci della Cooperativa utilizzano le strutture dell’ex Enopolio Nazionale duramente

    bombardato e la loro tenacia ha consentito dal 1947 di iniziare la commercializzazione

    dei vini confezionati, distribuiti in tutto il territorio nazionale.

    Negli anni 60, in corrispondenza del “miracolo economico italiano”,

    il bianco Frascati Gotto d’oro varca i confini e, insieme al rosso

    Chianti, detta i primi passi all’internazionalizzazione dei vini

    italiani, partecipando attivamente all’affermazione del “Made in

    Italy”. La valorizzazione e la presenza dei vini romani è in grande sviluppo e nel

    1966 viene riconosciuta la Doc Frascati. Poi nel 1970 segue il Marino doc, per

    arrivare alla doc Castelli Romani del 1994. Nel 1989 il ministero dell’Agricoltura

    e Foreste dichiarò la Gotto d’oro “società cooperativa di interesse nazionale”.

    Nel 2011 si sono concluse le opere di ammodernamento strutturale e tecnologico

    dello stabilimento di Marino, divenuto così un complesso all’avanguardia nel

    settore enologico, rispettoso dell’ambiente e della salvaguardia del prodotto

    vino. Oggi Gotto d’oro è una realtà moderna e dinamica, proiettata nel futuro,

    ma sempre perfettamente conscia delle proprie origini.

    Di questa generosa terra dei Castelli Romani, che si estende a sud di

    Roma, la Gotto d’oro conserva l’antica tradizione vitivinicola, radicata

    fin dall’epoca romana, dalla quale ha ereditato anche il proprio

    marchio “Gotto”. Il termine deriva infatti dalla definizione latina di

    guttus, ovvero bicchiere di vetro per gli antichi romani, e che per variante indica

    anche il suo contenuto in vino. I prodotti firmati dal marchio Gotto d’oro sono

    oggi conosciuti e apprezzati in tutto il mondo al punto da essere associati alla

    storia e ai monumenti di Roma, la Città Eterna.

    Le caratteristiche peculiari dell’impresa:

    Considerando la plurimillenaria coltivazione della vite nel territorio

    dei Castelli Romani sono innumerevoli i vitigni che si sono sperimentati

    e radicati nel corso del tempo con esito più o meno favorevole,

    non ultimo l’inserimento di vitigni internazionali che trovano

    un habitat ottimale nei terreni di origine vulcanica e collinare grazie al clima

    favorevole. Le uve bianche prevalgono, soprattutto in conseguenza dell’internazionalizzazione

    del vino Frascati negli anni 60, che ha indotto i viticultori a

    seguire l’esito positivo commerciale dei vini bianchi dei Castelli Romani, non

    trascurando comunque i vitigni a bacca rossa che danno vita a vini di grande

    I vitigni a bacca bianca che compongono la base dei vini bianchi sono per

    eccellenza la Malvasia di Candia ed il Trebbiano Toscano, che trasmettono ai vini freschezza e sapidità, caratteristiche ottimali in abbinamento a uve ben strutturate

    e autoctone come il Bombino e il Greco; a uve semi-aromatiche anch’esse

    autoctone come ad esempio la Malvasia del Lazio ed il Bellone; e ancora con il

    Vermentino così come con gli internazionali Chardonnay, Sauvignon e Viogner.

    Molte di queste uve vengono vinificate in purezza e commercializzate come monovitigno,

    in particolare la Malvasia del Lazio e lo Chardonnay. Le uve nere più

    coltivate sono Sangiovese, Montepulciano, gli autoctoni Cesanese e Nero Buono,

    e vitigni internazionali, molto ben integrati, come Merlot, Syrah e Cabernet

    Inostri vini provengono dalle uve coltivate dai nostri soci nel comprensorio

    dei Castelli Romani. I vini più rinomati sono il Frascati doc bianco, il Marino

    doc bianco, il Castelli Romani doc e la Igt bianco, rosato e rosso. Il

    Frascati è il più internazionale dei vini romani, e la sua fortuna all’estero

    la si deve all’innamoramento della Regina d’Inghilterra Vittoria Maria che nel

    1923 lo volle a corte. Da allora l’esportazione e la fama del Frascati non hanno

    avuto più confini. Il Marino nel periodo romano era noto come Albanum, e

    già allora era apprezzato e degustato nelle ville dei patrizi sui Colli Romani. Nel

    1536 si serviva alla mensa di Carlo V e nel 1571, dopo la vittoria della battaglia

    di Lepanto propiziata da Marcantonio Colonna, ci furono le assegnazioni di

    terre ai soldati vincitori, che condussero all’introduzione del vitigno Malvasia

    di Candia. Il Castelli Romani è particolarmente pregiato nelle versioni Rosso e

    Frizzante bianco, mentre le Igt consentono agli autoctoni e ai vitigni internazionali

    di esprimersi al meglio sia singolarmente sia in cuvée.

    LE LINEE DEI VINI GOTTO D’ORO:

    Linea Classica: Nata nel 1947, viene distribuita capillarmente su tutto il territorio nazionale. I vini della linea classicasono leader nella Grande distribuzione organizzata. Vini da bere sempre, quotidiani e per il consumo in famiglia.

    Linea Selezione: Linea dedicata alla ristorazione e al mercato estero. Comprende una ampia gamma di vini tipici della tradizione romana, gli autoctoni e i vini moderni.

    Linea Mitreo: I Mitreo sono vini d’annata, fatti per discutere e riflettere sul territorio. Vogliono seguire e orientare le influenze sulle tecniche di coltivazione e vinificazione tradizionali, sostenere l’introduzione di nuovi vitigni e spingere per il ripristino degli autoctoni. Espressione della cernita in vigna e della ricerca in cantina, con quattro vini per le occasioni speciali.



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