Banca Nazionale del Lavoro spa – Gruppo BNP Paribas

  • Le date

    La Banca nazionale del lavoro viene fondata il 15 agosto 1913

  • Le altre date

    Nel 2006 si attua l’integrazione con il Gruppo BNP Paribas

  • Le sedi

    Via Vittorio Veneto, 119 – 00187 Roma

    Recapiti: 06 47 021 – http://www.bnl.it/HP/

  • L'ambito produttivo

    Finanza, Credito, Assicurazioni e Immobiliare

  • L'impresa approfondisce

    Bancario e attività di servizi finanziari



  • Il profilo e l'identità

    BNL, che nel 2013 ha celebrato 100 anni di attività, è uno dei principali gruppi bancari italiani e tra i più noti brand in Italia. Con oltre 1000 punti vendita su tutto il territorio nazionale, BNL offre un’ampia gamma di prodotti e servizi, da quelli più tradizionali ai più innovativi, per soddisfare le molteplici esigenze dei propri clienti. Fondata come Istituto di Credito per la Cooperazione, nel 1992 è stata trasformata da Banca di diritto pubblico controllata dal Ministero del Tesoro in Società per azioni. Nel 1998, a seguito della privatizzazione mediante un’offerta pubblica di vendita, BNL è stata quotata alla Borsa di Milano. Dal 2006 la Banca fa parte del Gruppo BNP Paribas, uno dei leader europei dei servizi bancari e finanziari, e l’Italia, dopo il processo di integrazione, è diventata il “secondo mercato domestico” del Gruppo.

     



  • L'impresa si descriveOpen or Close

    Il 15 agosto 1913 nasce con Regio Decreto n.1140 l’Istituto Nazionale di Credito per la cooperazione, una banca al servizio della società e delle imprese. Il nuovo istituto è prevalentemente un organismo destinato a sostenere, negli anni del nuovo corso liberal-democratico, lo sviluppo del movimento cooperativo.

    Il 13 giugno 1923 diventa direttore Paolo Terruzzi, uomo di fiducia di Mussolini: la Banca passa sotto il controllo diretto del governo; nello stesso anno nasce la sezione autonoma del Credito Fondiario.

    Nel giugno del 1925 Arturo Osio, allora presidente della Federazione degli esercenti di Milano, viene chiamato alla Direzione dell’Istituto. Osio porta avanti un’opera di risanamento che trasforma a poco a poco la struttura in una banca di credito ordinario sotto il controllo del Ministero del Tesoro. Il regio decreto legge n.843 del 19 maggio 1927, firmato dal Re Vittorio Emanuele III e da Mussolini, riordina l’Istituto denominandolo “Banca Nazionale del Lavoro e della cooperazione”.

    Nel 1928 nasce la sezione autonoma del Credito Agrario e nel 1929 la “Banca delle Cooperative” viene trasformata in Banca Nazionale del Lavoro, assumendo definitivamente le connotazioni di un istituto di credito di diritto pubblico.

    Negli anni del riordino del sistema creditizio italiano, la Banca Nazionale del Lavoro porta avanti una strategia di espansione territoriale mediante una politica di recupero e gestione di istituti di credito in precarie condizioni finanziarie e di alcune dipendenze.

    Nel 1929 la BNL si trova al centro della complessa fusione di 11 banche cattoliche, operanti nelle Marche e negli Abruzzi. Nasce così la Banca delle Marche e degli Abruzzi, le cui azioni passano nelle mani di BNL.

    Durante la crisi del 1929 una delle principali operazioni della Banca è il salvataggio dell’industria dei marmi di Carrara. Il numero delle filiali passa da 31 nel 1929 a 98 nel 1938, distribuite nelle varie regioni d’Italia. Nel 1929 è decisa l’apertura della prima dipendenza all’estero, a Madrid. Altre dipendenze estere vengono costituite in Africa orientale e in Albania. Nel 1935 nasce la Sezione per il Credito Cinematografico che finanzierà, in 70 anni di attività, oltre 5000 film italiani.

    Il Presidente Osio si rende conto dell’importanza che per Mussolini riveste la politica estera nella seconda metà degli anni Trenta, e in particolare il progetto di conquistare per l’Italia un impero in Africa orientale. Così asseconda le operazioni di politica estera del Duce. Nella guerra in Etiopia, la Banca, attraverso massicci finanziamenti alle imprese italiane di trasporto rende più veloce il dislocamento delle merci sbarcate dal porto di Massaua, in Eritrea, alle zone di guerra.

    Il 5 maggio 1937 viene inaugurata, con cerimonia solenne, la nuova sede della Direzione Generale della Banca Nazionale del Lavoro, a Via Vittorio Veneto. BNL può finalmente disporre di una sede di proprietà, firmata da uno degli architetti più in voga del tempo, Marcello Piacentini.

    La storia della costruzione dell’edificio è caratterizzata da diverse controversie e polemiche che rallentano a più riprese i lavori. Il ritardo accumulato si rivela, tuttavia, un elemento che gioca a favore della Banca, in quanto nel frattempo la BNL raggiunge un livello di grande affermazione ed espansione che ben si armonizza con la simbologia che gli elementi architettonici della sua nuova sede rappresentano. La realizzazione del palazzo sembra una sorta di consacrazione della nuova Banca.

    BNL continua a crescere a ritmi sostenuti fino a tutto il 1941. Nella primavera dello stesso anno Osio comincia a perdere la stima di Mussolini. Per meglio documentare i traguardi raggiunti dalla Banca durante la sua gestione, lo stesso Osio indirizza, nel dicembre del ‘41, una relazione a Mussolini, firmata congiuntamente al presidente Morelli: un elenco puntiglioso di tutte le ultime realizzazioni e delle iniziative in corso, soprattutto in appoggio allo sforzo bellico italiano nelle terre di occupazione. Nonostante tutto, nel 1942 Osio viene rimosso. Nuovo direttore generale viene nominato Alberto d’Agostino.

    Negli anni della caduta del fascismo, della tragedia dell’invasione e della Resistenza, la Banca riesce a sopravvivere agli sfollamenti, alla morte dei dipendenti sia in guerra che al proprio posto di lavoro, in un Paese in emergenza, diviso in due dai bombardamenti nemici. Superate le difficoltà di transizione e ricostruita un’amministrazione ordinaria nel 1945, la Banca Nazionale del Lavoro diventa protagonista della ricostruzione del Paese prima e dello sviluppo economico dopo.

    Negli anni del “miracolo economico” BNL si pone fra i primi istituti di credito nazionali, guadagnando anche una buona posizione nella graduatoria europea. Il suo contributo allo sviluppo economico del Paese si concretizza nel sostegno finanziario a piccole, medie e grandi imprese, alla realizzazione di opere pubbliche, allo sviluppo del settore agrario e del Mezzogiorno.

    Un ambito particolare di intervento che a partire dal 1946 segna fortemente l’identità di BNL é il finanziamento alla produzione cinematografica italiana, che negli anni ’60 rappresentò un’area di eccellenza per il nostro Paese.

    Nel decennio ’60 BNL raggiunse il vertice del sistema creditizio italiano e il 9° posto nel mondo, affiancando lo sviluppo della grande impresa pubblica (siderurgica, meccanica e degli idrocarburi).

    È in questi anni che BNL inizia ad affiancare alla tradizione di istituto “politico”, impegnato essenzialmente nel finanziamento della Pubblica Amministrazione, una nuova vocazione di banca “corporate”, aumentando la collaborazione e l’esposizione verso le imprese private.

    Nel 1947 viene istituita la Sezione speciale per il credito alla cooperazione; nel 1949 BNL sostiene la Fiat per l’ammodernamento e l’ampliamento degli impianti, condizione necessaria per fronteggiare la competizione internazionale.

    L’immagine di BNL si afferma come quella di una banca fortemente innovativa, attraverso servizi volti a offrire qualità crescente ai propri Clienti inaugurando, ad esempio, il servizio di cassa continua.

    Il periodo che va dalla metà degli anni ’60 fino agli anni ’80 é denso di gravi difficoltà e incognite, sotto il profilo economico e politico. Il progressivo esaurimento del boom economico fino alla crisi petrolifera, l’aumento delle tensioni sociali e delle lotte sindacali, le perturbazioni provocate dalla svalutazione del dollaro e dalla crisi del sistema di Bretton Woods segnano il panorama sociale ed economico di quegli anni.

    In questo periodo la Banca incrementa, attraverso una rete sempre più estesa di filiali e di partecipazioni, l’attività nei circuiti internazionali, contribuendo in tal modo a sostenere l’export e il lavoro italiano all’estero. Le filiali estere assumono una notevole consistenza, assicurando così assistenza creditizia a esportatori e imprenditori italiani che intendono investire al di fuori del territorio nazionale.

    Nel 1974, oltre alle filiali di Madrid, New York e Londra, la Banca annovera  13 uffici di rappresentanza, quattro filiazioni e circa trenta partecipazioni.

    Nel 1978 sale alla carica di presidente Nerio Nesi, già dirigente dell’Olivetti e vicepresidente della Cassa di risparmio di Torino.

    Nel 1981 il ministro del Tesoro, principale azionista della banca, nomina direttore generale dell’istituto Francesco Bignardi. Sotto la guida di Nesi e Bignardi BNL intraprende una profonda riorganizzazione che porterà a una serie di aumenti di capitale e all’istituzione nel 1984 di BNL Holding Italia, fondata per gestire circa settanta società partecipate dall’istituto nel settore parabancario.

    Con la trasformazione in società per azioni prima (1992) e con la privatizzazione nel 1998, BNL avvia un profondo processo di riorganizzazione, consolidando il suo rapporto con le imprese e con gli enti; contestualmente la Banca investe nel mercato retail, rivisitando la propria offerta di prodotti per renderla più competitiva e in linea con le esigenze del cliente.

    Dal 1991 BNL esprime anche nella sua immagine pubblica la tendenza alla responsabilità sociale che la caratterizza da sempre, stringendo una solida partnership con la Fondazione Telethon. Come sua Banca ufficiale, per oltre vent’anni BNL sostiene la raccolta fondi in favore della ricerca sulle malattie genetiche, contribuendo a finanziare con oltre 220 milioni di euro i progetti di ricerca dei laboratori Telethon.

    BNL si trasforma progressivamente in un gruppo di servizi bancari e finanziari, adottando un modello divisionale, che punta a ottimizzare la focalizzazione sulle diverse aree di business.

    A partire dal 2001 BNL affianca al rendiconto economico il Bilancio sociale, uno strumento informativo sugli interventi in campo sociale e istituzionale.

    BNL continua a lavorare nel solco dell’innovazione: tra il 2001 e il 2003 si dota di società specializzate per le nuove sfide della net economy (le società di e-services), avviando i servizi di on line banking.

    All’esterno, BNL continua il suo sostegno a iniziative culturali, spaziando tra cinema, teatro, musica e arte figurativa. In questi anni diventa socio fondatore dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sponsor principale in importanti mostre nazionali (Tiziano, De Chirico, Raffaello, Klimt, gli Espressionisti), partner del Taormina Film Festival.

    Nel 2000 con il progetto BNL Cerchi e Stelle sponsorizza direttamente cinque atlete azzurre che partecipano alle Olimpiadi di Sidney.

    A metà degli anni 2000 nel sistema bancario italiano si apre una stagione di fusioni: le banche italiane cercano una dimensione maggiore. Per BNL nel 2005 il Banco de Bilbao, già azionista della banca, lancia un’Offerta Pubblica d’Acquisto con l’obiettivo di assumere il controllo pieno.

     

    L’OPA fallisce; il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio viene accusato, e poi condannato, per averne ostacolato l’acquisizione. Nel 2006 Unipol lancia una nuova Offerta, che rimane al centro della polemica politica per molti mesi. In seguito a un’indagine aperta dalla Procura di Milano, l’OPA viene dichiarata illegittima e Banca d’Italia nega l’autorizzazione per “mancato rispetto dei requisiti di adeguatezza patrimoniale tali da assicurare una sana e prudente gestione”.

    Nel febbraio 2006, a seguito dell’annullamento dell’OPA da parte di Unipol, il Gruppo BNP Paribas acquisisce BNL. BNP Paribas è la settima istituzione finanziaria del mondo per estensione, prima per profitti e per capitalizzazione fra gli Istituti di credito dell’Unione Europea.

    Jean-Laurent Bonnafé è il nuovo Amministratore Delegato di BNL e Mario Girotti è Direttore Generale. Nel maggio 2006 prende il via il progetto di integrazione che ridisegna l’organizzazione della Banca.

    Vengono presentati insieme il nuovo logo e l’importante partnership con la Federazione Italiana Tennis. Il primo torneo sponsorizzato è la Fed Cup; a partire dal 2007, gli Internazionali d’Italia si chiameranno Internazionali BNL d’Italia.

    Nel nuovo marchio di BNL, le stelle d’Europa si trasformano in rondine, a testimonianza di una continua voglia di cambiamento e di innovazione. BNL rimane una banca italiana vicina ai clienti anche simbolicamente: infatti, nel marchio, il rosso si aggiunge al verde e al bianco di BNP Paribas.

    Dall’inizio del 2008, la crisi finanziaria partita dagli USA con il fallimento di Lehman Brother ha pesanti impatti sull’attività creditizia in tutto il mondo. Anche BNL, sotto la guida del nuovo Amministratore Delegato Fabio Gallia, si trova ad affrontare una congiuntura economica sfavorevole, che non impedisce però di misurare i benefici della nuova appartenenza a un Gruppo internazionale.

    BNL decide per un “cambio di passo”, migliorando l’ascolto del Cliente e l’efficienza operativa. Nonostante la stretta creditizia, la Banca continua ad affiancare le imprese, grandi e piccole, collaborando con decine di Confidi e impegnandosi in progetti internazionali. In questi anni anche la Rete cresce e si ristruttura, mirando sempre più alla multicanalità. Tra il 2008 e il 2009 oltre 700 Agenzie vengono ristrutturate e nuovi sportelli aperti.

    Dal 2009 al 2012 la realtà del Gruppo BNP continua a rafforzarsi: nel 2008 Il Gruppo acquisisce Fortis, la prima banca belga; nel 2010 è la volta di Findomestic, banca italiana specializzata nel credito al consumo. L’anno seguente la Banca entra nel capitale sociale di PerMicro, principale operatore nazionale del microcredito.

    Lo sviluppo di BNL continua con una serie di importanti iniziative sia per i suoi dipendenti che per i suoi clienti. Prende il via EduCare, il programma di educazione finanziaria dedicato alla clientela che in tre anni ha coinvolto più di 35mila persone nelle Agenzie, nelle scuole e nelle librerie Feltrinelli.

    Nascono poi Mestiere Impresa e BNL People, due iniziative innovative per far dialogare in maniera “social” clienti ed imprese direttamente con i dipendenti della Banca.

    BNL resta vicina ai territori e alle persone in momenti di crisi, come è avvenuto per i terremoti in Abruzzo e nell’Emilia; a livello di sostenibilità ambientale, festeggia l’apertura di ogni conto corrente in un’Agenzia di nuova apertura piantando un albero.

    Ad oggi il parco ATM conta circa 1900 macchine di cui più di 630 multifunzione. Sia la clientela Retail e Private che la clientela Corporate possono contare su centri di assistenza e relazione dedicati.

    Nel triennio 2009-1012 sono stati assunti più di 2000 dipendenti, di cui 500 giovani selezionati nei Recruiting Day.

    Nel 2013, una BNL solida festeggia i suoi cento anni, con un piede già radicato nel futuro.

    L’ingresso nel Gruppo BNP Paribas ha dato a BNL ulteriore slancio competitivo nel mercato italiano ed internazionale, nonché una nuova capacità di ampliare l’offerta di prodotti e servizi, accelerando la dinamica di acquisizione di nuova clientela, sia sul fronte retail sia su quello delle imprese.

    BNL, con oltre 1000 punti vendita in Italia, offre un’ampia gamma di prodotti e servizi bancari, finanziari e assicurativi, da quelli tradizionali ai più innovativi, dedicati ai diversi segmenti di mercato: retail e private, corporate e pubblica amministrazione.

    BNL occupa posizioni di rilievo in tutte le forme del credito incluso il project financing, il leasing, il factoring, il cash management, i pagamenti internazionali e i servizi on line. Opera, inoltre, nelle attività di international banking, gestione dei rischi finanziari e intermediazione mobiliare.

    Il patrimonio culturale di BNL

    Il patrimonio architettonico

    Roma: Palazzo della Direzione Generale di BNL Gruppo BNP Paribas, realizzato tra il 1934 e il 1937 su progetto dell’architetto Marcello Piacentini.

    Venezia: Palazzo Pellanda, progettato dall’ingegnere e architetto Enrico Pellanda alla fine del 1897.

    Bari: Palazzo Pascoletti, appositamente costruito tra il 1948 e il 1950 su progetto dell’allievo di Marcello Piacentini, l’ingegnere Cesare Pascoletti.

    Torino: Palazzo Levaldigi, costruito da Amedeo di Castellamonte tra il 1673 e il 1677, il cui grandioso portale ligneo fu scolpito a Parigi nel 1675.

    Napoli: la sede storica è stata costruita su progetto dell’architetto Armando Brasini nel 1939-41 e acquistata dalla Banca nel 1956.

    Il patrimonio documentario e bibliografico

    BNL conserva serie documentali riferibili sia a carteggi/velinari, che documentazione tecnica e contabile: serie storica della normativa interna, regolamenti, monografie dedicate al funzionamento dei singoli uffici, scritture preparatorie alla stesura dei Bilanci, partitari di finanziamenti, libri fidi, etc.

    L’Istituto conserva parte della dotazione dell’ex biblioteca: statuti, Bilanci BNL a stampa, circolari ABI, bollettini e riviste economiche, raccolta delle leggi e delle gazzette ufficiali, raccolte di testate giornalistiche, pubblicazioni edite direttamente da BNL, ecc.

    Il patrimonio artistico

    BNL vanta un patrimonio artistico di circa cinquemila opere, tra cui spiccano capolavori assoluti dell’arte classica e moderna, dalle antiche sculture romane ai dipinti di Canaletto, Lorenzo Lotto, Spadarino, Baciccio, Afro, Morandi, Schifano, De Chirico.

    Macchinari e oggetti storici

    BNL conserva apparecchiature (macchine da scrivere, macchine contabili, PC, lettori microfilm, articoli da scrittura, ecc.) non più in uso e solo a fini storici.

    Sono conservati, infine, manifesti, locandine e gadget legati a campagne di prodotto realizzate dalla fine degli anni ‘90.

    Il progetto Tiburtina

    Bnl Gruppo BNP Paribas sta scrivendo una nuova importante pagina della propria storia, ultimando la costruzione della nuova Direzione Generale a Roma, nei pressi della Stazione Tiburtina.

    L’edificio, che ospiterà circa 3.400 colleghi, è progettato secondo un design innovativo, originale e funzionale, che punta alla eco-sostenibilità  degli ambienti lavorativi e contribuisce alla riqualificazione urbanistica del contesto.

    E’ un’ importante tappa nella vita della Banca e rappresenta la migliore testimonianza di fiducia di tutto il  Gruppo verso l’Italia e Roma: l’immobile infatti avrà un forte impatto sull’area Tiburtina  contribuendo alla crescita economica e sociale del territorio.

     

     



  • I loghi storiciOpen or Close

    logo adottato dal 1940

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    logo adottato dal 1980

    logo adottato dal 1990

    logo adottato dal 2006 al 2009



  • Bibliografia e fontiOpen or Close

    V. Castronovo, Storia di una Banca. La Banca Nazionale del Lavoro nell’economia italiana 1913-2013, Roma-Bari, Laterza, 2013.

    http://www.bnl.it/HP/



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    BNL Dal 1941al 1970

    BNL Dal 1970 al 2003

    BNL Dal 1913 al 1940