Ferrovie dello Stato Italiane spa

  • Le date

    Il 1° luglio 1905 nasce l’Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato

  • Le altre date

    Nel 1985 l’Azienda Autonoma diventa Ente Pubblico

    Nel 1992 l’Ente viene trasformato in spa: nasce Ferrovie dello Stato spa, società di trasporti e servizi per azioni

    Nel 1998 si separa la gestione della rete da quella dei servizi

    Nel 1999 si avvia il processo di divisionalizzazione in attuazione delle direttive CEE

    Nel 2000 nasce Trenitalia SpA e si avvia il processo di societarizzazione

    Nel 2001 nascono Rete Ferroviaria Italiana e la holding FS spa

    Nel 2002 nascono le altre società del Gruppo su servizi no core. Le Ferrovie dello Stato diventano un moderno Gruppo industriale

    Nel 2011 le Ferrovie dello Stato diventano Ferrovie dello Stato Italianespa

  • Le sedi

    Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma

    Recapiti: +39 06 44101 – http://www.fsitaliane.it/

  • Le altre sedi

    Centostazioni spa: Via Bartolomeo Eustachio, 8 – 00161 Roma

    Fercredit: Via Nomentana, 4 – 00161 Roma

    Ferservizispa: Via Tripolitania, 30 – 00199 Roma

    Fs Logistica spa: Viale dello Scalo San Lorenzo, 16 – 00185 Roma

    Grandi Stazioni spa: Via G. Giolitti, 34 – 00185 Roma

    Italcertiferspa: Via Di Portonaccio, 175 – 00159 Roma

    Italferrspa: Via V.G. Galati, 71 – 00155 Roma

     

  • L'ambito produttivo

    Trasporto e Logistica

  • L'impresa approfondisce

    Produzione di servizi e trasporti



  • Il profilo e l'identità

    Ferrovie dello Stato italiane spa è la principale società ferroviaria italiana. Nasce come azienda autonoma nel 1905 nell’ambito del processo di statalizzazione delle ferrovie italiane fino a quel momento gestite da società private. Da allora le Ferrovie dello Stato hanno accompagnato tutte le fasi della storia del paese contribuendo alla sua crescita, attraverso le successive trasformazioni  in ente pubblico economico (1985) e in società per azioni con partecipazione statale (1992). Il processo di riorganizzazione avviato negli anni 2000 ha portato nel 2011 all’attuale assetto con la creazione della holding Ferrovie dello Stato Italiane spa cui fanno capo alcune società operative. Oggi il Gruppo FS Italiane è la più grande azienda del paese e sta continuando a favorirne la modernizzazione grazie al nuovo sistema dell’alta velocità che ha rivoluzionato le abitudini di mobilità degli italiani.



  • L'impresa si descriveOpen or Close

    Nel 1905 nasceva Ferrovie dello Stato, una tappa importante nel processo di unificazione dell’Italia. Da un secolo al servizio dei cittadini, il nostro Gruppo ha contribuito alla crescita economica, sociale e culturale del Paese. Un percorso nella storia ricostruisce i momenti più significativi che hanno portato Ferrovie dello Stato ad essere la grande azienda di oggi.

     

    In origine era la Bayard

    È la mattina del 3 ottobre 1839 quando la piccola locomotiva Bayard percorre sette chilometri e 250 metri sulla linea Napoli – Portici: un grande progetto realizzato con il contributo degli inglesi per portare la corte di Ferdinando II nelle residenze fuori città. Il successo è tale che solo un anno dopo viene inaugurata la seconda linea, la Milano – Monza e ovunque in Italia si procede alla costruzione e all’apertura di nuove tratte.

    Tuttavia le compagnie di gestione non garantiscono condizioni di viaggio sostenibili: gli scompartimenti freddi d’inverno e caldi d’estate rendono i viaggi interminabili e i ritardi sono tali che, nel 1889, viene creata una commissione d’inchiesta parlamentare per studiarne le cause. Il malcontento dei cittadini si unisce alla protesta dei ferrovieri, che dopo una serie di rivendicazioni salariali minacciano di convocare uno sciopero. La reazione dei liberali, alle gravi condizioni di disservizio e all’anarchia in ambito lavorativo, porta alla presentazione il 21 aprile 1905 di un disegno di legge di nazionalizzazione della rete ferroviaria, con annesso il divieto di sciopero per i dipendenti pubblici. La reazione dei ferrovieri è così forte che il governo Giolitti si dimette.

    Ma il dado è ormai tratto: il 1° luglio il capo del governo Fortis proclama la nascita delle Ferrovie dello Stato, affidando la gestione a un’azienda di Stato sotto la sovrintendenza del Ministero dei Lavori Pubblici.

    Dal privato al pubblico: nasce FS

    Su tutti i convogli appare una nuova sigla, quella di FS. La crescita della nuova azienda è esponenziale: nel giro di pochi anni le locomotive passano da 2.500 a 5000, i veicoli da 60.000 a 117.000; vengono inaugurati 2000 chilometri di nuove linee, i treni vanno sempre più veloci. Le distanze si accorciano.

    Tuttavia il mezzo non riscuote l’immediato successo popolare: per le merci gli italiani si fidano ancora del trasporto via mare o sui cavalli. Solo sotto il regime fascista, il treno diventa il vero mito italiano: vanto della dittatura, simbolo del progresso e dell’avvenirismo, segno dell’ordine e del buon funzionamento della macchina statale.

    Con la seconda guerra mondiale la funzione del treno è ancora diversa: come mezzo che porta le truppe al fronte, diventa simbolo di lotta e speranza.

     

    Il treno: un mezzo che trasporta i sogni

    È negli anni cinquanta, con l’emigrazione di cittadini meridionali in cerca di lavoro al Nord verso Milano e Torino, che il treno acquista un ruolo fondamentale nello sviluppo economico e sociale del Paese. Come il bastimento che nell’ottocento salpava dai porti italiani per raggiungere colmo di emigranti gli Stati Uniti, così ora i treni portano verso nuove destinazioni chi cerca di uscire dalla miseria e dalla povertà. Gli stessi ferrovieri acquistano rispetto e onore: insieme ai postini e ai maestri, fanno parte dell’aristocrazia dei lavoratori.

    “Signori si cambia”

    È con questo slogan che nel 1985 viene annunciata una trasformazione radicale per le ferrovie: da azienda autonoma ad ente pubblico e, infine, società per azioni.
    A causa del mutamento delle condizioni economiche e politiche degli ultimi venti anni, si è verificata una vera e propria rivoluzione dell’assetto organizzativo delle Ferrovie: obiettivo della società non è solo quello di soddisfare le esigenze del cittadino che vuole viaggiare sicuro e puntuale, ma anche di eseguire le direttive comunitarie.

    Successivamente, nel 2000, in ottemperanza al dettato delle Direttive comunitarie sulla liberalizzazione del trasporto ferroviario, viene dato il via a un nuovo profondo mutamento che porterà alla nascita di Trenitalia e, nell’anno successivo, alla costituzione di RFI e Ferrovie dello Stato (diventate, a maggio 2011, Ferrovie dello Stato Italiane), la Capogruppo, portando a completamento il processo di riorganizzazione.

     

    Il futuro corre sui binari

    Circa 9.000 treni al giorno per un totale di 500 milioni di viaggiatori e 80 milioni di tonnellate di merci trasportate all’anno su una rete lunga oltre 16 mila chilometri. Su questi numeri parte il futuro delle ferrovie.  Un futuro che si delinea sulle grandi tratte internazionali: da Lisbona a Kiev, da Berlino alla Sicilia e da Genova a Rotterdam. I binari e i treni italiani ora corrono in Europa.

     

    Tra le caratteristiche di Ferrovie dello Stato Italiane sono da evidenziare

    Il Gruppo FS Italiane per primo al mondo ha sviluppato e adottato il sistema ERTMS-ETCS livello 2 per la gestione delle linee ad Alta Velocità. Questo sistema, che è stato premiato a Montreal nel 2006 dalla comunità ferroviaria internazionale, è stato adottato come standard europeo sulle linee TENT.

    Ulteriore primato, il servizio Frecciarossa che per qualità, frequenza e tecnologia ha rivoluzionato le abitudini di mobilità del Paese ed è stato premiato col Global Award del Word Travel Market a Londra nel 2009

     

    Il patrimonio culturale posseduto

     

    Il patrimonio architettonico e paesaggistico

    Si segnala, innanzi tutto, la Sede Centrale di Villa Patrizi a Roma è lo storico edificio che dall’inizio del novecento ospita l’Azienda.

    Vanno ricordate, inoltre, le molte stazioni ferroviarie, veri gioielli architettonici urbani, sia quelle degli anni passati, sia quelle realizzate e in costruzione, legate all’alta velocità.

    Infine vanno segnalati ponti e viadotti ferroviari, alcuni di grandissimo pregio architettonico, come il “Ponte Strallato” sul fiume Po.

     

    Il patrimonio documentale

    Gli archivi storici della Fondazione FS Italiane raccolgono il patrimonio iconografico non solo delle Ferrovie dello Stato, ma di buona parte dell’identità italiana dal secondo dopoguerra ad oggi con qualche sporadico esempio fotografico della prima metà del XX secolo.L’Archivio è una fonte di primaria importanza storica per tutti gli studiosi e i ricercatori che si misurano con lo sviluppo sociale, economico ed infrastrutturale del nostro Paese tra la fine dell’Ottocento e gli anni ’70 del Novecento.

    Il patrimonio archivistico è formato da due principali fonti: l’Archivio storico “Servizio Lavori e Costruzioni” e l’Archivio Disegni dell’ex Servizio Materiale e Trazione.

    Il primo custodisce la documentazione relativa alla costruzione della rete, delle stazioni e dei servizi annessi: oltre 8.000 cartelle di documentazione, disegni e planimetrie, consultabili mediante un database informatizzato di oltre 100 mila record; il secondo conserva 260 mila disegni tecnici di locomotive e veicoli storici, oltre 500 mila di rotabili in esercizio e 10 mila immagini fotografiche, in larga parte costituite da lastre in vetro degli anni ’20, ‘30 e ’40 del Novecento.

    Per approfondire: http://www.fondazionefs.it/ffs/Attività/Archivi-e-biblioteche/Archivio-Storico/Archivio-Storico

     

    Il patrimonio bibliografico

    Istituita nel 1905 con la nascita dell’Azienda di Stato, la Biblioteca Centrale costituisce, oggi, la principale raccolta libraria in materia di trasporto ferroviario e una delle fonti primarie per lo studio della storia ferroviaria, economica e sociale del nostro Paese.

    Il patrimonio bibliotecario si compone di oltre 50 mila volumi: monografie, collane e riviste, dall’epoca preunitaria ai giorni nostri, parzialmente consultabili attraverso un catalogo on-line.

    Per approfondire: http://www.fondazionefs.it/ffs/Attività/Archivi-e-biblioteche/Biblioteca-Centrale/Biblioteca-Centrale

    Il patrimonio iconografico e audiovisivo

    Il Centro Audiovisivi conserva oltre 500 mila foto bianco e nero e colore, con una vasta sezione di lastre in vetro realizzate dagli anni ’20 agli anni ’40 del Novecento, 3.500 cassette video, 3.000 pellicole cinematografiche realizzate a partire dall’immediato dopoguerra sino ai più recenti anni ‘70 ed un fondo recente di foto e filmati digitali in HD.

    Per approfondire: http://www.fondazionefs.it/ffs/Attività/Archivi-e-biblioteche/Archivio-Audiovisivi/Archivio-Audiovisivi

     

    I macchinari

    Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli Portici proietta i visitatori in un ideale viaggio nel tempo trai rotabili più famosi delle nostre ferrovie: dalla prima locomotiva, la Bayard, alle altre macchine a vapore costruite dalla nostra industria nazionale, dall’ex carrozza reale a quella del trasporto detenuti, dalle littorine alle mitiche carrozze “centoporte”, immortalate in tanti film del grande cinema italiano. Un viaggio che si conclude tra  i modellini dei treni antesignani dell’Alta Velocità, l’Arlecchino e il Settebello, il plastico “Trecentotreni”, la più varia oggettistica ferroviaria e suggestivi arredi d’epoca.

    Per approfondire: http://www.fondazionefs.it/ffs/Attività/Infrastrutture-e-musei/Pietrarsa/Museo-Nazionale-di-Pietrarsa

     

    Inoltre nell’ottica di tutelare e preservare il patrimonio costituito dai rotabili storici, sono stati individuati sull’intero territorio nazionale 11 siti, oggi dismessi dall’utilizzo industriale, destinati ad accogliere i 200 rotabili della Fondazione. Ciò consente una efficace conservazione dei preziosi rotabili, in un ambiente dedicato, protetti dalle intemperie e dai rischi di degrado derivanti dal ricovero all’aperto.

    Per approfondire: http://www.fondazionefs.it/ffs/Attività/Infrastrutture-e-musei/I-siti-della-Fondazione



  • Bibliografia e fontiOpen or Close

    Nella sterminata bibliografica, fra le fonti a stampa si segnalano:

    Le nostre automotrici, in “Quaderni delle Ferrovie Italiane dello Stato”, n. 2, 1952

    Ferrovie dello Stato. Direzione Generale, Il centenario delle ferrovie italiane 1839-1939, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1940.

    Dalla littorina al Trans-Europ-Express. 30 anni delle nostre automotrici, in “Voci della Rotaia”, 1963

    La trazione diesel nelle FS, in “Quaderni delle Ferrovie Italiane dello Stato”, Nuova serie N. 2, Roma, 1981.

    G.K.Koening, Il disegno del veicolo ferroviario. Automotrici ed elettrotreni, in: “Rassegna. Problemi di architettura dell’ambiente”, Anno II, n. 2, aprile 1980

    N. Molino, M. Signoretto, FS-Italia. Automotrici ALn772, Altn444 “Belvedere”, Torino, Elledi, 1986

    N. Molino, S. Pautasso, Le automotrici della prima generazione, Torino, Elledi, 1983

    M. Cruciani, Il tempo delle littorine. Storia delle automotrici Breda 1932-1954, Salò, ETR,1987.

     

    Altre fonti sono indicate sul sito della Fondazione FS Italiane, al quale si rinvia per approfondimenti, news e iniziative culturali intorno alle Ferrovie dello Sato Italiane: http://www.fondazionefs.it/



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