Gattinoni Due srl

  • Le date

    L’azienda nasce nel 1946.

     

  • Le altre date

    Nel 1974 viene costituita la società Gattinoni Due srl.

  • Le sedi

    via Toscana, 1 – 00187 Roma

    Recapiti: +39 0642820298 – http://www.gattinoni.com/

  • Le altre sedi

    Gattinoni Boutique, Via Sistina 44, 00187 – Roma

  • L'ambito produttivo

    Tessile, Abbigliamento, Moda e Accessori

  • L'impresa approfondisce

    Alta moda.



  • Il profilo e l'identità

    La casa di moda Gattinoni nasce nel 1946 quando la stilista Fernanda Gattinoni apre il suo primo atelier a Roma. Nei successivi cinquant’anni diventeranno sue clienti attrici hollywoodiane, esponenti dell’aristocrazia romana e straniera oltre a figure di spicco dell’alta società internazionale. Nel 1974 viene costituita la società Gattinoni due srl e negli anni 1980, grazie al contributo del figlio della stilista, Raniero Gattinoni, viene avviato il rinnovamento della griffe affiancando all’alta moda il prêt-à-porter. Attualmente, oltre all’attività sartoriale dell’atelier romano, l’azienda porta avanti l’attività di internazionalizzazione del marchio attraverso la produzione e distribuzione diretta di linee prêt-à-porter nelle migliori boutique italiane e straniere. Negli ultimi anni la storica casa di moda è stata sempre più presente con successo in molti e qualificati eventi organizzati in Italia e all’estero.



  • L'impresa si descriveOpen or Close

    La storia della Maison Gattinoni è legata alla sua fondatrice Fernanda (1907 – 2002), protagonista indiscussa della moda internazionale per oltre 50 anni. Una formazione europea, tra Londra e Parigi (Maison Molyneux) prima di approdare a Milano alla sartoria Ventura. Un periodo breve. Il desiderio di trasferirsi nella capitale è più forte.  Fernanda Gattinoni apre il suo primo atelier nel 1946 in via Marche, il primo abito con l’etichetta Gattinoni è un tailleur di velluto verde per Clara Calamai. Dopo qualche anno Madame Fernanda si sposta in via Toscana, attuale sede della Maison, a pochi metri da Via Veneto. Il suo atelier adiacente l’ambasciata americana, vede come cliente abituale la prima ambasciatrice degli Stati Uniti d’America in Italia Claire Booth Luce. Ma anche le donne più affascinanti dell’aristocrazia romana e le attrici di Hollywood frequentano il suo salotto-couture. Nessuna esclusa. Anna Magnani, Lana Turner, Bette Davis, Barbra Stanwick, Ingrid Bergman spesso accompagnata dal regista e compagno Roberto Rossellini, Gina Lollobrigida, Lucia Bosé, Ava Gardner, Kim Novak, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, indimenticabile interprete di Guerra e Pace. Fernanda Gattinoni firmò i costumi della celeberrima pellicola, diretta nel 1956 da King Vidor, lanciando lo stile impero ed ottenendo una nomination agli Oscar. Tra le sue clienti illustri anche Golda Meier, Giulietta Masina, Mimise Guttuso, Jackie Kennedy. Margareth d’Inghilterra, nel 1961, fece scandalo indossando abiti Gattinoni a Buckingham Palace: l’etichetta di corte negava infatti alle Altezze Reali di indossare abiti creati da stilisti stranieri. Eva Peron scelse nell’atelier di Via Marche, nel 1947, l’abito nero per essere ricevuta da Papa Pio XII. E fu proprio Fernanda Gattinoni, 10 minuti prima della cerimonia religiosa a San Pietro, a sostituire con lunghi guanti bianchi le maniche dell’abito di pizzo di Maria Josè, Principessa del Belgio, che andava in sposa al futuro Re d’Italia, Umberto di Savoia, l’8 maggio 1930. Per la sua instancabile attività Fernanda Gattinoni é stata insignita, nel corso della sua lunga carriera, di numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero. L’atelier di via Toscana cresce e si rinnova intorno alla seconda metà degli anni ’80 con le creazioni del figlio di Fernanda Gattinoni, Raniero che imprime all’azienda una svolta, dando un nuovo corso all’internazionalizzazione della griffe. Una vera e propria operazione di restyling affiancando all’Alta Moda il Prêt-à-porter, senza tradire il lusso e l’alta artigianalità. Tratti che distinguono ancora oggi il prodotto Gattinoni.

    La storica Maison esce dall’atelier romano, viaggia alla volta dell’Europa e del mondo. Raniero chiama accanto a sé, come coordinatore, un compagno di studi, Stefano Dominella, oggi Presidente della Maison. Insieme lanciano linee nuove di Prêt-à-porter ed accessori usando metodi all’avanguardia ed idee innovative, pur mantenendo la tradizione e la ricerca di stile proprie di Gattinoni.

    Nel 1988 entra nel team un giovane talento venezuelano, di origine italiana, Guillermo Mariotto. Sarà lui ad assumere la direzione artistica della Maison. Il debutto ufficiale sulle passerelle nel 1994 con una indimenticabile sfilata dedicata ad Eva che ispirò la famosa scena della “Sfilata Nuda” nel film Prêt-à-porter di Robert Altman. Sarà un susseguirsi di successi. Ogni sfilata un evento, in luoghi indimenticabili.

    Tutte le collezioni firmate da Guillermo Mariotto racchiudono una sceneggiatura attenta, quasi una partitura cinematografica e teatrale. E la bellezza si può trovare ovunque, nella pièce Edoardo II di Marlowe, interpretata magistralmente in passerella dal premio Oscar Vanessa Redgrave. Nella collezione The Church, omaggio al misticismo, sfilano i mali ed i vizi dell’anima e la Chiesa Anglicana di All Saints di Roma ospita per la prima volta una sfilata di moda. Madame Butterfly nel centenario del capolavoro pucciniano, dopo la prima dell’opera a Torre del Lago nel 2004, diretta da Placido Domingo, di cui Mariotto ha firmato i costumi, ispira una memorabile collezione presentata nella Cavea dell’Auditorium “Parco della Musica”. Nel 2007 firma i costumi di Actor Dei – Opera Musical il primo musical sul Santo Padre Pio. Nel 2010un’importante mostra ha celebrato Fernanda Gattinoni. L’esposizione “Fernanda Gattinoni. Moda e stele ai tempi della Hollywood  sul  Tevere”  ha debuttato nel giugno 2010 a Parigi. Dopo la Ville Lumière, la mostra è stata ospitata con successo a Roma, Napoli, Riyadh, Mosca, Bangkok Modena e Hanoi. Nel 2011, inoltre, è stata inaugurate  a Palazzo Valentini in Roma, la mostra “Gattinoni: La Televisione è di moda” che esalta il rapporto tra le celebrities della televisione italiana e lo stile della Maison Gattinoni. Nel 2013  il Museo Piaggio di Pontedera ha accolto la mostra “Gattinoni, la Vespa e la Tivù. Il Made in Italy è di moda”  che ha celebrato due eccellenze del bello e ben fatto italiano.

     

    Tra le caratteristiche di Gattinoni Due sono da evidenziare

    Alta moda, pret à porter, accessori.

     

     

    Il patrimonio culturale posseduto 

     

    Il patrimonio documentale, iconografico, artistico e audiovisivo

    Nel 2009 l’archivio storico Fernanda e Raniero Gattinoni (abiti, bozzetti, fotografie, ritratti, rassegne stampa, tavole di ricamo dal 1946 ad oggi), è stato dichiarato  dal  Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ai sensi degli art. 12 e 13 del Decreto Legislativo n. 42/2004, “di interesse storico particolarmente importante”. Portale della Moda del MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), piattaforma virtuale che illustra l’alta moda di Gattinoni attraverso 64 creazioni dal 1946 ad oggi, divise per le seguenti categorie con relative schede tecniche dettagliate: Hollywood sul Tevere, Tecnica del dipinto a mano, Lavorazioni sartoriali.

     

    Informazioni dettagliate sul patrimonio archivistico sono sul sito del Sistema Archivistico Nazionale SAN: http://www.moda.san.beniculturali.it/wordpress/?partner=maison-gattinoni da cui riportiamo la seguente descrizione:

    L’archivio contiene documentazione prodotta a partire dagli anni Trenta fino ai giorni nostri. È composto da:

    – 1.200 disegni ca realizzati dal 1946 ad oggi, a firma di Pino Pascali, Brunetta, Anna Rita Seri, Albini, Blanchard, Guido Cozzolino, Fernanda Gattinoni, Raniero Gattinoni, Guillermo Mariotto; 10 disegni per tessuti del Conte Lorenzo Paolozzi;

    – galleria di ricami e di lavorazioni sartoriali a partire dagli anni Trenta: 20 ricami appartenuti all’Atelier Ventura, anni Trenta; 250 tavole di ricami dal 1946 ad oggi; 1.000 ca ricami di produzione della “Gattinoni Due” divisi per anni; 15 tavole di lavorazioni sartoriali, dal drappeggio alla nervatura, all’intarsio; 30 scatole di materiali per ricamo anni Cinquanta, produzione italiana e francese;

    – 50 rotoli di tessuti, creati dal 1946 alla metà degli anni Sessanta e prodotti da Gianni Chini per Gattinoni, Gandini, Lucchini di Milano, Taroni;

    – 800 abiti ca (di cui 400 denominati ‘abiti storici’) realizzati dalla “Gattinoni Due” dal 1946 ad oggi;

    – accessori: 20 paia di scarpe anni Cinquanta – Sessanta; 400 paia di calzature dal 1970 in poi; 100 cappelli dal 1980 ad oggi;

    – 260 raccoglitori contenente le varie rassegne stampa dagli anni Cinquanta ad oggi;

    – 2.000 fotografie e diapositive, testimonianze dell’attività creativa e di relazione di Fernanda Gattinoni;

    – 1.000 supporti (vhs, beta, dvd) in cui sono state riprodotte dagli anni Sessanta ad oggi riprese video di sfilate ed eventi;

    – ca 100 documenti, a partire dal 1948 fino al 1998.

     

    Il patrimonio bibliografico

    Rassegna stampa dal 1946 a oggi e documentazione varia.

     

    I prodotti

    Oltre al materiale facente parte dell’archivio storico certificato dal MIBAC sono presenti abiti esemplari che rappresentano l’evoluzione dello stile Gattinoni



  • Bibliografia e fontiOpen or Close

    http://www.gattinoni.com/

     

    A. D’Ambrosi, Cent’anni di stile. Vita di Fernanda Gattinoni creatrice di alta moda e di concrete utopie, Nuovi autori, Milano, 2003.

    Fernanda Gattinoni, Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere, a cura di Sofia Gnoli e Stefano Dominella, Silvana Editoriale, Milano, 2010.

    S. Gnoli, Dalla nascita della Haute Couture ad oggi, Carocci, Roma, 2012.

    Abito e Identità, Vol. VII, di Cristina Giorcelli, Ila Palma, Parma, 2007.

    Rassegna stampa d’epoca e contemporanea costituita dalle più importanti testate giornalistiche nazionali e internazionali.



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